Vision Notes

FRANCO SPERONI
JUNKPHOTO: ATTRAVERSAMENTI NEL DISPOSITIVO FOTOGRAFICO

Le Vision notes di Marcello Di Donato sono una serie di immagini la cui somma è assai vicina a quello che l’architetto olandese Rem Koolhaas ha definito Junkspace Koolhaas R., (Junkspace, Quodlibet, Macerata 2006), uno spazio di attraversamento che resiste ad ogni volontà di forma o che viene dopo di essa. Le Vision notes, al plurale, sono quindi un insieme che va colto al di là del singolo dettaglio e direi della singola foto che pure di questo attraversamento è parte essenziale, per il rapporto empatico che il fotografo ha vissuto con i diversi luoghi abitati. La stessa mostra diventa, pertanto, uno Junkspace.
Junk: alla lettera cianfrusaglie, rottami e macerie, perdita della forma e dei confini, quindi fluidità senza soluzione di continuità tra una cosa e l’altra, tra un luogo e l’altro, come già era chiaro nell’originale piccolo testo di Georg Simmel sulla "Rovina", agli inizi del Novecento e delle avanguardie storiche, scritto a ridosso del suo saggio più famoso, La metropoli e la vita dello spirito, dove, tra l’altro, si soffermava proprio sullo “sviluppo lussureggiante della cultura oggettiva” a discapito della possibilità di governo autoritario del soggetto moderno. Un mondo di meccanismi e di cose, di situazioni e di apparizioni oggettive assai vicine, dal punto di vista dell’osservazione del fenomeno, più che delle conclusioni, alle riflessioni di Marx sul “carattere di feticcio della merce e il suo arcano” che trasforma la merce in una cosa sensibilmente sovrasensibile (Il Capitale), e al futuro sex appeal dell’inorganico di Walter Benjamin (Passagenwerk), passando per tutta l’avanguardia, in particolare dada e surrealista. A ben vedere le riflessioni di questi autori, sui processi culturali a loro contemporanei, sono espresse con metafore tutte inscritte nel dispositivo fotografico....